Foto di Vincenzo De Luca

A meno di 30 Km da Macerata, nella provincia di Ancona, c’è Loreto, una cittadina che sorge su un bellissimo colle pieno di lauri ed è importante per il suo Santuario.
La presenza della “Casa della Madonna” ha fatto si che nei secoli si sviluppasse il Santuario e quindi la città. Infatti è divenuto pian piano un centro religioso di primissima importanza, meta di migliaia di pellegrini da tutto il mondo.
La leggenda vuole che la notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294 gli angeli abbiano trasportato la Santa Casa da Nazareth fermandosi Rijeka e poi a Loreto. Secondo gli studi storici, Angeli era il cognome della famiglia di Filippo figlio del re di Napoli, Carlo d’Angiò. Quando Filippo sposò Margherita (nel 1294) ricevette in dono queste pietre che formano la “Santa Casa” dal padre di lei, il re dell’Epiro, Niceforo Angeli. A parte le tradizioni popolari gli studi indicano che queste pietre sono realmente di origine palestinese.
La vergine con il bambino e le pietre “sante” sono il perno del santuario di Loreto. La basilica è stata costruita nel 1468 con la partecipazione dei più importanti architetti dell’epoca rinascimentale: Giovanni Alberti, Marino di Marco Cedrino, Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli, Giuliano da Sangallo il Giovane.
La facciata della chiesa fu iniziata nel 1571da Francesco Boccalini e terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura. E’ una facciata rinascimentale con un elegante campanile del 1700 del Vanvitelli. Il portico con un doppio loggiato è attribuito al Bramante. La cupola è notevole essendo la terza d’Italia, dopo San Pietro e Santa Maria in Fiore. Venne terminata  da Giuliano Sangallo i pochissimi mesi.
Le porte della basilica sono realizzate in bronzo ed erano state progettate per il Giubileo del 1600, vi sono rappresentate scene del vecchio testamento.
Entrando nel santuario si può subito notare il rivestimento in marmo della Santa Casa che è spettacolare. Era infatti stato concepito dal Bramante, ma fu poi portato avanti da altri artisti che ne modificarono il progetto iniziale. L’opera fu completata nell’arco di 70 anni. Si tratta di più di 600 metri quadrati di sculture realizzate da un gran numero di artisti, grande espressione del Cinquecento.
La basilica  e le varie cappelle sono piene di affreschi di moltissimi importanti artisti. Qui ricordiamo solo alcuni nomi che rendono il Santuario un luogo da visitare per il suo valore artistico: Luca Signorelli, Melozzo da Forlì, Federico Zuccai, Cesare Maccari e non ultimo il Pomarancio.
La Madonna con il bambino è scolpita in legno di cedro ed è ammantata di gemme.